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Rassegna Stampa

«Abbiamo già dato, dai farmaci scaduti all'amianto: ora basta»: l'Irpinia si scopre più unita che mai...

taurasi-convegno-no-petrolio 185x115Il no alle trivellazioni di petrolio fa mobilitare intere comunità. Si è tenuto presso il castello di Taurasi l'incontro per dire No alle Trivellazioni in Irpinia, sulla scia degli scorsi convegni nei diversi comuni della provincia di Avellino. Ad aprire il dibattito il moderatore Norberto Vitale, che ha innanzitutto ribadito l'importanza di difendere le buone ragioni che contrastano con una eventuale valutazione positiva dell'impatto ambientale delle Trivellazioni in Irpinia. A seguire l'intervento del primo cittadino di TaurasiAntonio Buono, che ha affermato di evitare

decisioni scellerate che abbiamo ripercussioni negative sul futuro del territorio.

La parola è passata agli esperti, dapprima al Professore Alessio Valente dell'Università degli studi del Sannio, che dopo un'attenta disamina ha messo a nudo le criticità del Piano di Valutazione d'Impatto Ambientale, evidenziando come questo Piano conta un'area di permesso di 700 kmq di territorio, che potrebbero essere completamente alterati e deturpati dalle trivellazioni.

Tutto questo, secondo quanto affermato dal professore, contrasta fortemente con le prerogative del Protocollo di Kyoto a cui l'Italia ha aderito, andando contro la politica energetica internazionale secondo la quale non possono essere sfruttate risorse non rinnovabili. Segue l'intervento della consigliera regionale Rosetta D'Amelio, la quale ha affermato che i 47 comuni della provincia di Avellino rientranti nei territori oggetto del dibattito, sono luoghi straordinari dal punto di vista delle produzioni di qualità soprattutto enogastronomiche.

La parola poi all'Oncologa Carmen Belli del San Raffaele di Milano, che ha fatto emergere le gravi conseguenze che il petrolio ha sullo stato di salute delle persone tra le quali tumori ed emopatie, malattie respiratorie e neurologiche. Ogni fase della "catena del petrolio" dall'estrazione alla raffinazione, rilascia sostanze cancerogene dannose e nocive che mettono in serio pericolo i soggetti a contatto con tali sostanze.
A seguire l'intervento dell'idrogeologo prof. Sabino Aquino, che ha presentato i rischi dell'inquinamento delle risorse idriche irpine connesse allo sfruttamento degli idrocarburi. Il professore, dopo una puntale analisi degli effetti negativi delle trivellazioni rispetto alle risorse idriche, sottolinea che non è possibile mettere a repentaglio una risorsa importante come l'acqua.
No secco alle trivellazioni anche da parte dell'ex assessore Domenico Gambacorta, che ha definito l'Irpinia come «una terra sensibile, solidale, generosa, rinnovabile e ricca di cultura e di eccellenze enogastronomiche», un'Irpinia che non può e non deve essere minacciata da scelte sbagliate.

Inoltre gli interventi dei sindaci dei diversi comuni: Il sindaco di Montella Ferruccio Capone, che nel suo intervento ha fatto appello ad una politica poco attenta ad un processo di ascolto dei territori, ribadendo che la vocazione irpina è quella ambientale, «anche se Montella non rientra nei territori oggetto delle trivellazioni», continua il sindaco, «i problemi dei territori limitrofi riguardano anche il mio comune».
L'intervento poi della candidata Sel, Floriana Mastandrea, che ha riportato un messaggio da parte di Vendola, contrario alle trivellazioni. Segue l'intervento di Angelo Giusto che ringrazia le vere sentinelle del territorio, i giovani, e tutti i ragazzi che hanno girato i 40 paesi dell'Irpinia, «abbiamo già dato, i farmaci scaduti e l'amianto sotto la nostra Irpinia, ora basta, No alle trivellazioni, l'Irpinia deve trovare l'orgoglio di essere padrona del suo futuro».

Michele Genua, assessore dell'ambiente del comune di Frigento, ha ribadito l'importanza di non inquinare le falde acquifere del territorio. Il sindaco di Sant'Angelo all'Esca Nicola Penta, ha proposto una maggiore azione di sensibilizzazione rivolta alla collettività rispetto agli impatti negativi delle trivellazioni.
L'assessore Giuseppe di Leo del comune di Sturno ha sottolineato che i sindaci sono tutti contrari e l'amministrazione locale dice No.  A chiudere l'incontro l'esponente del Comitato "No Trivellazioni Petrolifere in Irpinia", Vincenzo Nitti: «L'Irpinia è un territorio costituito da 119 comuni, che rappresentano 119 quartieri di un'unica città che si chiama Irpinia».

Esiste quindi, una forte esigenza di creare rete, per difendere il territorio. Da questo, e dai numerosi incontri già avvenuti nella provincia di Avellino, emerge che l'Irpinia ha bisogno più che mai, in questo momento, di essere unita e difendere il proprio territorio dalle Trivellazioni petrolifere. Un'Irpinia che deve continuare ad essere Irpinia.

Tratto da Più Economia

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