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Perché votare SI

Categoria: I miei post
Pubblicato Mercoledì, 13 Aprile 2016 16:38
Scritto da Floriana Mastandrea

           LE RAGIONI DEL SI

Primo votare, secondo, votare SI

“Partecipare al voto significa essere pienamente cittadini”. Lo ha detto Paolo Grossi, presidente della Corte costituzionale, il massimo organo di tutela dei diritti dei cittadini. Esprimendosi sul referendum di domenica 17 aprile sulle trivelle, con un’ottima lezione di educazione civica, ha definito l’esercizio del diritto di voto, la “carta di identità del buon cittadino”. Anche il presidente della Repubblica Mattarella, ha reso noto che voterà. Contrariamente a quanto intende fare Renzi, che si è schierato per l’astensione, nell’obiettivo-speranza che il referendum non raggiunga il quorum (50% +1). Non avrebbe potuto farlo per il ruolo istituzionale che riveste (presidente del Consiglio): due norme prevedono infatti una pena da 6 mesi a 3 anni se, un “investito di pubblico potere organizza l’astensione”, tanto che i Radicali lo hanno denunciato.                                                                                                                            Il referendum abrogativo di domenica è stato promosso da 9 Regioni italiane, tra cui la Campania, è sostenuto dalle Associazioni ambientaliste (Greenpeace in prima fila), da Comitati per Il Si, personaggi dello spettacolo e della cultura, nonché da tutti coloro che sono sensibili al futuro del proprio territorio e alla salvaguardia dell’ambiente. Sulle attuali 69 concessioni per la ricerca ed estrazione di idrocarburi in mare, 35 si trovano entro le 12 miglia dalla costa, 7000 i pozzi nell’intera Italia. L’estrazione di petrolio a terra è concentrata prevalentemente in Sicilia e Basilicata, in quella Val d’Agri, ricca di petrolio, ma resa povera dal suo sfruttamento, sotto inchiesta della magistratura. Raramente si parla della mancanza dei controlli e dei rischi che le trivellazioni comportano, attraverso gli sversamenti in mare di metalli pesanti (veleni di scarto che i pesci mangiano e riportano a noi), l’inquinamento e i fenomeni di radioattività delle acque e le conseguenti malattie gravi. Non bastasse, il nostro Paese ricava da queste attività, solo l’1% del fabbisogno nazionale di petrolio. L’Italia deve investire sulle energie rinnovabili e le altre risorse “naturali” come il turismo, il mare stesso, che va invece protetto insieme alle creature che lo abitano. L’accordo di Parigi prevede che l’Italia arrivi ad utilizzare solo energie rinnovabili entro vent’anni, ma è da adesso che bisogna puntarvi.                                                                                                                                             Al quesito referendario “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività entro le 12 miglia (dove le nuove estrazioni sono vietate) anche se c’è ancora gas o petrolio? Risponderemo SI, senza esitazione.                                                                                                         Per spiegare le ragioni del SI,                                                                                                                                                    Giovedì 14 Aprile alle 18,30  presso il ristorante O' Pullastriello (SS 90 Camporeale) Ariano Irpino                                                                                                                              Assemblea pubblica                                                    Intervergono: Sabino Aquino, geologo, esperto idrologia ambientale

Roberto Montefusco, Comitato per il SI                                                     Mario Guerriero, Comitato Irpino Acqua Pubblica

Modera Floriana Mastandrea, coordinatrice Sinistra Italiana Ariano-Ufita