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La battaglia di Poitiers

La battaglia di Poitiers

La causa santa e l'arte della guerra -  Ariano Irpino,  Sabato 16 agosto 2014 ore 19

Via Guardia presso il Giardino del Palazzo Vitale-Pisapia

Interverranno:

Gianni Oliva

Storico-scrittore

Ottaviano Di Grazia

Docente di Storia delle Religioni del Mediterraneo al Suor Orsola Benincasa di Napoli

 Coordinerà Luigi Lambiase                                                                                                                        A seguire concerto della Micro banda Nardiello                                                                                                  L'artista Carmen Terlizzi esporrà alcune sue opere

Conoscere il passato è il primo passo indispensabile per capire il presente. Nulla è più attuale del lavoro sulla battaglia di Poitiers per comprendere le origini della "guerra santa", ripresa oggi dalle fazioni integraliste islamiche a giustificazione di guerre civili, genocidi e crimini efferati non solo in Medioriente, ma in tutto il mondo. La storia, rifacendosi al passato, per dirla con Gianni Oliva, curatore della prefazione, non è facile da distinguere dalla "memoria", ma giacché cerca nei secoli andati le risposte al suo presente, è sempre "storia contemporanea", poiché ne parliamo sempre dal punto di vista del presente, come già affermava Benedetto Croce.                                                                                                                                                         Cos'è e come nasce la Jihad? Riesce la battaglia di Poitiers ad assumere un ruolo decisivo nella sconfitta dell'imperialismo islamico e nella difesa dell'Occidente cristiano, oppure il mito è originato da una ricostruzione agiografica prodotta a beneficio della dinastia Carolingia?  A queste ed altre domande cerca di dare una risposta, ma soprattutto stimola riflessioni, lo studioso Nicola Savino, sociologo e storico, non nuovo a ricostruzioni attente di biografie eccellenti e avvenimenti significativi per la storia dell'umanità. Con un lavoro intenso e accurato, suppotrtato da una scrittura fluida, tra la storiogriafia e il romanzo, arricchita da metafore ed efficaci descrizioni di personaggi e situazioni, Savino ripercorre un lungo arco di Storia, partendo dalla descrizione di luoghi, organizzazione sociale, economica, culturale e religiosa dei popoli. Un breve stralcio a proposito del popolo arabo: "Discendente di Sem, figlio del patriarca Noé, la popolazione araba si è socialmente strutturata sin dai tempi più remoti su un'organizazzione di origine tribale, espressione di grandi famiglie patriarcali aperte, al cui vertice veniva nominato, sull'eccellenza di virtù condivise, uno sceicco che assumeva la guida economica, politica  e religiosa dei clan"...,fino ad arrivare alla suggestiva storia di Maometto. Orfano di padre, lavora da mercante, sposa poi Khadija, vedova colta e ricca e si dedica alla meditazione, che lo conduce alla presa di coscienza di ingiustizie e diseguaglianze nelle dinamiche sociali dell'organizazione tribale, arrivando a interrogarsi sull'uomo e i suoi riti, la natura e suoi cicli, le leggi dell'universo, l'eterno e l'entità che lo governa, per giungere alla “rivelazione”, sulla collina di Hira, a un'ora di marcia dalla Mecca. Con suggestive immagini, l'autore racconta come l'arcangelo Gabriele investì Maometto del ruolo di inviato di Dio, "Sigillo dei Profeti" e gli rivelò le 5 leggi fondamentali a cui ogni mussulmano deve attenersi per meritare il Paradiso. Il Profeta, su ispirazione di Allah, seziona in mondo in tre blocchi: La Casa della Pace, dove vivono i mussulmani sotto la legge islamica, la casa della Tregua, abitata dai popoli sottomessi alla legge islamica e sottoposti al pagamento di un tributo personale, e la Casa della Guerra, abitata dai popoli non sottomessi, infedeli, che disconoscono Allah. Per costoro il Profeta ordina l'uccisione o l'assedio, salvo che si pentano, seguano l'orazione e paghino la decima, poiché Allah, è perdonatore.

Furono in pochi intimi ad aderire inizialmente alla sua missione, poiché Maometto rappresentava un pericolo per le tribù e i clan politeisti che, minacciati nei loro interessi, lo osteggiarono fino a costringerlo all'esilio a Medina, dove, forte del potere della Umma, la prima comunità islamica, di cui assunse il comando, con una serie di operazioni belliche, portò a termine una "guerra santa" che sottomise l'intera penisola araba, tranne lo Yemen e l'Hadramaut. Ciò che seguì la sua morte, furono guerre di espansione, governi nepotistici, lotte intestine e divisioni etnico-religiose, come lo scisma tra sciiti e sunniti, conseguenza della perdita di coesione della civiltà islamica, fino alla guerra contro i Bizantini, che gli Arabi costrinsero a sparire definitivamente dalle regioni nord-africane.                         Nel 732 il franco Carlo Martello, antesignano dell'era feudale, con una rivoluzionaria riforma militare basata sulla confisca delle terre al demanio eccelesiastico distribuite in comodato d'uso a uomini d'arma che dovevano allevare un cavallo e rendersi disponibili a seguirlo all'occorrenza, creò una grande alleanza continentale. Erano stati chiamati alle armi gli eserciti di tutte le regioni gallico-latine a cui si erano uniti i Germani e dall'Italia, i Longobardi. Il 26 ottobre, dopo sette giorni di studio reciproco tra nemici, la determinante, sanguinosa battaglia di Poitiers, mise fine, con l'uccisione del capo, Abd al-Rahman, alle espansioni arabe, le cui avanguardie avevano attraversato i Pirenei. Quella data si salderà all'epoca succesiva, quell'VIII secolo, in cui l'Europa diventava cristiana e feudale e organizzava i territori per difenderli dalla minaccia araba e da quella magiara, e Carlo Magno, nipote di Carlo Martello, la notte di Natale dell'anno 800 venne incoronato imperatore del Sacro Romano Impero da Papa Leone III, in una sorta di continuità della missione iniziata dal nonno. Al di là di ogni considerazione politica o sociologica sui fatti, narrati in modo avvincente, una domanda domina su tutte: smetterà mai l'essere umano di inventarsi una ragione, un credo, un gioco di potere, supererà la sua bramosia, per vivere in pace o dobbiamo rassegnarci che le guerre ci saranno sempre e l'uomo demolirà e ricomporrà culture e civiltà, sulle macerie della storia?

Floriana Mastandrea

Nicola Savino

La battaglia di Poitiers

la causa santa e l'arte della guerra

Prefazione di Gianni Oliva

Robin Edizioni

€10 pag.76

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