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Blog di Floriana Mastandrea

Una memoria semplice Raccolta di scritti e pensieri - Ranieri Popoli

"Un mondo che in quest'ultimo secolo ha compiuto straordinarie conquiste nel campo delle scienze, della tecnica e delle relazioni internazionali, non è riuscito ancora a sconfiggere, tantomeno a scalfire, le diffuse e sempre più profonde sacche di ingiustizia sociale e umana, nonché di differenza di condizioni di vita e di civiltà tra il Nord e il Sud del pianeta e all'interno dei singoli Paesi. La globalizzazione, fino ad ora, ha oggettivamente allargato questa forbice e la ricchezza e il potere sono concentrati sempre più nelle mani di pochi". È l'incipit de Le nuove schiavitù, dal capitolo I dannati del nuovo millennio: l'umanità vittima della logica del profitto. Ranieri Popoli, classe 1963, ripercorre gli itinerari della memoria per fare un viaggio a ritroso nel suo impegno umano e politico, iniziato fin dai 17 anni a Tufo, cittadina della provincia di Avellino di cui è originario, famosa anche per la produzione del Greco, vino Doc. Figlio di genitori operai nelle miniere di zolfo, nel 1980 si iscrive alla FGCI, con la tessera firmata dall'allora Segretario nazionale Massimo D'Alema, nel 1982 prende la tessera del Partito comunista firmata da Enrico Berlinguer, fino all'iscrizione ai Ds, realizzando il "percorso politico e istituzionale del classico militante comunista, quando il partito era ancora la nostra vita e non si disperdeva nella rete", per dirla con le sue parole.

Ranieri entrò così in un mondo nuovo, affascinante e sconosciuto, che lo portò ricoprire una serie di cariche e responsabilità, da Segretario del Circolo di Tufo a Responsabile organizzativo provinciale (1984), Segretario provinciale (1988), Responsabile organizzativo meridionale (1990), poi nazionale, fino a Coordinatore nazionale dell'associazione dei giovani negli enti locali (1992). Quelli furono anche gli anni difficili della svolta: dopo la caduta del muro di Berlino (1989) era nato il Pds e pertanto anche l'organizzazione giovanile si apprestava a cambiare nome e identità, trasformandosi in Sinistra giovanile. Quelli della svolta, ricorda, furono anni sofferti, che provocarono lacerazioni anche sotto il profilo umano. “Qualcuno tentò, collocandosi nel partito con mozioni di minoranza, di contribuire a ricucire lo strappo che si stava consumando, facendo leva sul tentativo, nobile ma velleitario, di recuperare un'identità storico-politica spendibile nel nuovo corso, non ancora ben definito e oscuro, che il nuovo partito si avviava a realizzare”. Ranieri, sia come consigliere comunale, sia come vice sindaco di Tufo, è stato attivo in una serie di iniziative volte a migliorare la qualità di vita dei suoi concittadini, tra cui il “progetto riformatore di un territorio capace di superare i propri confini, in una accezione dinamica di una nuova e accogliente frontiera culturale e progettuale, dove si rigenera lo stesso concetto di appartenenza”. Seguendo Raniei: "La produzione di una nuova e diffusa classe dirigente locale si misura proprio su questa sfida, rompendo gli argini della rendita elettorale, spesso fonte di colpevoli ritardi riformatori, che va giudicata se effettivamente riesce a fare dei Comuni delle moderne istituzioni, che non rispondono solo ai necessari parametri economici e finanziari, ma soprattutto alla domanda di senso e di cittadinanza che si eleva sempre più dai loro territori". Quello dell'autore è anche un excursus nel senso dell'appartenenza identitaria, di ciò che resta dei valori del comunismo di quello cioè, che Marx ed Engels nel 1848 definivano uno “spettro che si aggirava per l'Europa”, ma soprattutto quanto ancora quei valori siano attuali e spendibili. Quell'idea resta per Ranieri (e per fortuna non soltanto per lui) un'aspirazione e un valore, poiché si tratta della liberazione degli individui, di rifiuto del profitto e delle merci, quali valori dominati della nostra società e tali da rendere subalterni tutti gli altri, a partire dal senso della vita umana. “Sono valori provenienti dal pensiero di Antonio Gramsci, colui che ancora oggi rappresenta, per la lucidità della sua ricerca, un punto di riferimento fondamentale per la cultura politica dell'intera Sinistra in ogni parte del mondo”. Sta nel percorso della memoria la capacità di recuperare i patrimoni ideali, culturali e politici ereditati e farli rivivere, per restituire a un mondo contraddittorio e globalizzato, l'impegno, la passione civile e la speranza di cui ha bisogno, per ritrovare lo smarrito senso di umanità e solidarietà.                                                                                 Floriana Mastandrea

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